Quel disperato bisogno di avere ragione

Non so come va per te, ma a me capita continuamente. Voglio avere ragione. Non mi piace non avere ragione, preferisco averne. E, se non sto attento, cerco di averne più di quella che ritengo che mi spetti.

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Lo so, succede a tutti quanti.
Perché a tutti piace avere ragione. È un piacere forte che ci fa sentire un gradino sopra. Talmente forte che, se non stiamo attenti, è velenoso, tossico. Ha il potere di ammorbare ogni genere di relazione: da quelle di lavoro a quelle personali… come se quelle di lavoro non fossero personali, in qualche modo.

Quante volte ti capita di discutere con tua moglie o marito e non voler cedere, non volergli cedere il passo per principio? Oppure con il figlio adolescente che, da un giorno all’altro, ha tutte le risposte a qualsiasi questione e ne sa sempre una più di te?
Vogliamo parlare poi del collega che si impunta perché deve far vedere che non ha paura di niente e di nessuno e deve fare il paladino della giustizia (la sua, ovviamente)?

Il tutto, come si diceva poc’anzi, per principio.
Ma qual’è questo fantomatico principio? 

Il principio secondo cui dobbiamo avere ragione a tutti i costi

Ebbene, non è un segreto eppure pochi ne parlano apertamente. Il motivo principale per cui vogliamo avere sempre ragione si chiama: orgoglio.
È una di quelle componenti della vita che conosciamo tutti, ma che approfondiamo poco.  Hai mai guardato l’orgoglio in faccia? Per esperienza ne ha almeno due.

La prima è quella costruttiva, quella che deriva dalla consapevolezza di aver fatto bene qualcosa, ad esempio, di aver portato a compimento un lavoro, di aver raggiunto un obiettivo o di aver superato un ostacolo, un momento di crisi.

Sono quelle situazioni in cui possiamo dire di essere “orgogliosi di noi stessi”. Bello vero?

Poi c’è l’altra faccia, quella distruttiva.  Quella che la Treccani definisce così:

Stima eccessiva di sé; esagerato sentimento della propria dignità, dei proprî meriti, della propria posizione o condizione sociale, per cui ci si considera superiori agli altri

Insomma, se ci pensiamo bene, l’orgoglio è quello stato interiore in cui ci troviamo tutte quelle volte in cui abbiamo paura di “perdere” il nostro prestigio, di perdere la nostra posizione, di perdere qualcosa che crediamo riguardi, in qualche modo, la nostra reputazione. 

Vista da un’altra angolazione, l’orgoglio è quella cosa ci mette sulla difensiva quando abbiamo paura di cedere qualcosa di nostro a qualcun altro e che questo qualcuno si dimostri più bravo, meritevole, intelligente o più amabile di noi.

Un bel casino, in effetti, se ci pensi.
Quando una parte di noi recepisce questa condizione, inevitabilmente ci mettiamo sulla difensiva e scatta il nostro bisogno di mantenere la posizione che abbiamo faticosamente conquistato per… principio.

Come si smette di avere ragione a tutti i costi?

Innanzitutto sappi che è un lavoraccio. Io ho a che fare con me stesso tutti i giorni e mi rendo conto che è una relazione impegnativa. Te lo può confermare anche mia moglie. Ma la consapevolezza di essere un po’ stronzi non può essere la scusa per non fare qualcosa, per crescere.

Rispondere: “sono fatto così” è una scusa per legittimare la pigrizia. E in nessuna relazione importante ci possiamo permettere di essere pigri. Nè sul lavoro né in casa.  Essere in una relazione (di qualsiasi tipo) vuol dire accettare anche la chiamata per il cambiamento, per l’evoluzione. Altrimenti che palle….

comunicazione non violenta e orgoglio

Interrompi la battaglia

Qualcuno deve incominciare. Quando il braccio di ferro va avanti troppo lungo e non se ne viene a capo, qualcuno deve uscire dal cerchio oppure si rimane impantanati in due.

Interrompi la discussione, respira e torna presente. Prendi contatto con il corpo e ritrai zanne e artigli.  Non c’è bisogno di combattere ad oltranza o “finchè morte non ci separi”. Usa la tua consapevolezza e ferma questa attitudine compulsiva ad avere ragione a tutti i costi. Perché i costi ci sono sempre, solo che te ne accorgi con il tempo. 

Comunicazione non violenta

Proponi, letteralmente, di cambiare approccio. Riconosci il fallimento di questo tipo di comunicazione e passa alla versione non violenta, non muscolare.

Respira e sposta l’attenzione da quella voce che dentro di te continua a insistere, a incitarti alla battaglia. Abbassa le armi e proponi di ricominciare da capo. Cambia tono della voce, abbassalo e cambia il ritmo e la qualità delle parole che usi. Cambia anche lo sguardo. Rilassa i muscoli della fronte e quelli intorno agli occhi. Sii generoso e cedi il passo.

Riparti ascoltando

Cambiando la tua modalità fisica, sensoriale, a questo punto non hai più niente da dimostrare, per cui combattere. Quello che vuoi è capire dove le cose hanno smesso di funzionare sapendo che la responsabilità è anche la tua. 

Quindi, ora smetti di parlare e ascolta.
Ma non basta ascoltare, devi fare qualcosa in più. Devi accogliere le parole dell’altro. 

In altre parole: smetti di avere ragione e inizia a ragionare.
Il che significa: smetti di andare a cercare argomenti per distruggere l’altro.
Questa cosa passa sempre un po’ sotto tono, ma lo facciamo spesso: tentiamo di schiacciare l’altro, di distruggerlo, di sottometterlo, in qualche modo. Il tutto… per le nostre “ragioni”.

Cambiare idea fa bene anche se fa male

Avere opinioni fisse, granitiche e immutabili  fa male al cervello. Ergo: cambiare idea fa bene. È provato scientificamente. E se non ti basta la scienza allora ti ricordo la storia della scienza: la verità e mutevole ed è in continuo cambiamento. Da Tolomeo a Copernico, da Newton ad Einstein  è sempre stato così.  Se non mi credi guarda The Big Bang Theory 🙂

Scherzi a parte: cresciamo e miglioriamo come persone, quando accettiamo di assimilare un concetto diverso dal nostro. È un lavoraccio, lo so, ma occorre recuperare la consapevolezza che possiamo anche avere torto marcio o che, semplicemente, esiste un altro modo di affrontare le cose. 

Può farti male, apparentemente, ma è solo il tuo ego a soffrire.

“Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino.” KhalilGibran #mindfulness Condividi il Tweet

Avere ragione a tutti i costi e l’illusione del controllo

Avere ragione è una bella sensazione, lo so. Ma avere ragione a tutti i costi è un modo per rivendicare continuamente il controllo se non il comando, il potere sugli altri, sull’ambiente e i suoi componenti. È una sorta di istinto di sopravvivenza, di conservazione del nostro ruolo nel nostro ambiente. Ma si tratta sempre di un controllo illusorio che nasce dalla nostra insicurezza, da una strana paura della verità: noi non abbiamo sempre ragione.

Guarda Trump: pur di non ammettere di essere assolutamente in torto su decine di questioni preferisce distruggere il pianeta.
Vuoi un esempio più vicino a noi comuni mortali?
Come diceva spesso uno dei miei maestri: i bambini piuttosto che perdere l’amico cambiano il gioco, gli adulti, piuttosto che perdere al loro gioco, rinunciano all’amico.

A cosa preferisci rinunciare?

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