La tecnica Zen per ridurre stress e rumore mentale

Ognuno di noi è sottoposto ad una quantità di rumore mentale che, solo dieci anni fa, non esisteva e non si poteva nemmeno lontanamente immaginare. Notifiche del telefono, dei social, email, telefoniamo mentre guidiamo e, mentre facciamo tutto questo, ascoltiamo il navigatore che ci indica la strada.

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Solo dieci/quindici anni fa tutto questo essere costantemente occupati con stimoli esterni continui da parte della tecnologia e delle persone, ci sarebbe sembrato fantascienza, eppure oggi quasi tutti vivono con questo schema di affollamento mentale. Il risultato è che si arriva alla fine della giornata stremati, nella migliore delle ipotesi, nevrotici in quella più ordinaria.

Ecco perchè ti voglio proporre una tecnica semplice che arriva dalle pratiche Zen.
Lungi da me fare lezioni di buddismo Zen, ma un paio di cose è carino saperle. Tornano sempre utili all’aperitivo 😉

Zen e meditazione

Lo Zen è tradizionalmente ricondotto ad una pratica giapponese chiamata Zazen che, incredibile ma vero, vuol dire “meditazione da seduti”.
Quello che mi piace dell’approccio Zen è che non si propone di trovare LA verità assoluta, ma, semmai, di incentivare la scoperta di se stessi attraverso l’esperienza diretta della calma interiore. Senza bisogno di troppe parole, senza troppi fronzoli.

Mi piace sempre ricordare una parabola buddista che, secondo me, spiega molto in pochissimo:

“Un giorno un’immensa folla di persone si radunò
per ascoltare gli insegnamentidi del Buddha.
Egli non disse una parola, tenne semplicemente in mano un fiore porgendolo ai discepoli.
Solo il discepolo Kasyapa comprese l’essenza di questo gesto.”

E qual’è l’essenza di questo gesto secondo te?
Prendi il fiore! L’essenza è tutta qui. Tutto il resto sono etichette, commenti, storie che racconta la mente. Il maestro ti porge un dono dell’esistenza. Prendilo e stai con quello. Cambierà, appassirà, morità, diventerà terra. Ma ora è tuo, prendilo.

Lo zen è essenziale, semplice e diretto.
Poi gli umani sono stati bravi a complicare anche questo inserendo dinastie, lignaggi, maestri e una serie di etichette che rispetto, ma che riguardano specificatamente il mondo di chi vuole identificarsi con il “sistema Zen”.
Ma noi, qui non vogliamo diventare monaci, vogliamo semplicemente riprendere uno spazio di serenità nella nostra vita, essere sereni e lasciare andare un po’ delle nevrosi quotidiane che ci rendono più rigidi, intossicati da pensieri e rumore.

mindfulness: qui e ora. La tecnica zen per ridurre lo stress

La tecnica zen dello STOP!

Lo dico spesso e volentieri: noi viviamo in città e non in un monastero, abbiamo impegni, famiglie, lavoro, scadenze e un sacco di gente intorno che rompe le scatole. Per cui quello che dobbiamo (possiamo) fare è utilizzare metodi e tecniche che siano facilmente “abitabili” nella nostra quotidianità.

È il caso della tecnica dello STOP!

“Impara ad essere calmo e sarai sempre felice.” Pramahansa Yogananda #mindfulness Condividi il Tweet

Una volta i maestri Zen utilizzavano un bastone molto lungo che utilizzavano per darlo (letteralmente) in testa agli aspiranti monaci in modo da risvegliare la loro consapevolezza e riportarli in tempo presente. Noi non useremo niente di tutto ciò ma ci avvarremo di una tecnologia che abbiamo tutti a portata di mano, più volte al giorno, per non dire sempre: lo smartphone.

Ecco come funziona.

Puoi scegliere di usare o la sveglia o il timer, è indifferente. Io uso il timer su iPhone, lo trovo più pratico, ma valuta in base al telefono che hai.
Imposta un tempo casuale, per esempio: 2 ore 37 minuti e 53 secondi.
Al termine di questo tempo il telefono emetterà un suono che tu hai precedentemente scelto tra le suonerie disponibili.

Se lo fai con la sveglia puoi impostare orari differenti durante la giornata.
Su iPhone puoi impostare anche un testo da visualizzare sul display assieme al suono della sveglia. In questo caso il testo che ti consiglio di impostare è proprio “STOP!”.

Una volta impostato il timer o la sveglia, come accade a tutti, te ne dimenticherai. Ma quando questi si attivano ecco cosa devi fare.

Cosa fare dopo lo STOP!

Dedica pochi secondi a queste semplici istruzioni:

  • Prendi consapevolezza del respiro, meglio se ti concedi un bel respiro profondo. Quasi sempre siamo immersi nelle attività di tutti i giorni in modalità “apnea”. Torna a respirare.
  • Osserva la postura. In che posizione ti trovi? C’è qualche parte del corpo in tensione? Hai qualche sensazione particolare? Puoi metterti più comodo? Come senti i piedi? E le mani?
  • Respira di nuovo. Profondamente.

Una volta fatti questi tre passaggi nota come ti senti, che differenza c’è tra prima e dopo.
Infine, punta di nuovo il timer o la sveglia ad un’altro orario. Fallo per tre volte al giorno. Anche di più se puoi e se vuoi.

Facile. Veloce. E lo puoi fare anche quando sei in macchina.
Non devi chiudere gli occhi, non devi sdraiarti, non devi fare nulla di strano. Semplicemente ritorni presente. Fai un “reset” di qualche secondo e metti in pausa il cervello e la mente. Gli dai uno STOP (letteralmente) per qualche secondo.

Questo ti consente di fare una micro mindfulness, in altre parole,di ricentrarti
Se poi, una volta che sei arrivato a casa o nel tuo posto preferito, vuoi fare una sessione di mindfulness vera e propria, allora non devi fare altro che scaricarti il mio ebook gratuito “Oggi inizio a meditare“. Troverai il collegamento ad una tecnica guidata con la mia voce per praticare un po’ di mindfulness, in assoluta comodità e semplicità.


Ad ogni modo, quando tutto si complica, il rumore diventa troppo, le chiacchiere sia tue che degli altri affollano troppo la tua testa, prenditi qualche secondo per fare STOP e ricreare un po’ di silenzio.
Perché, in fondo, tutto quello che ognuno di noi sta cercando, è solo un po’ di tranquillità. Quel posto sereno in cui possiamo essere semplicemente chi siamo senza nessun dovere, senza nulla da fare per forza.
Se non goderci un attimo di vita, così com’è,  nella sua essenza.
Proprio come quel fiore che Buddha ci offre.

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