Come gestire le emozioni, il metodo R.A.I.D.

Sul lavoro o nella vita privata, non fa differenza. Le emozioni fanno parte della nostra quotidianità, solo che alcune sono facili, mentre altre possono essere davvero toste.

Pensare positivo a tutti i costi può essere una gran brutta trappola.
Che è diverso dall’essere persone positive.
Pensare positivo anche quando le cose prendono una brutta piega è un po’ come guardare la soluzione per non affrontare il problema.

Io avevo un socio che quando c’erano dei problemi diceva sempre cose del tipo: “in teoria se paga il cliente A, se paga il cliente B e se paga il cliente C stiamo andando benissimo”. Ovviamente i signori in questione non pagavano o non lo facevano per tempo. Quindi, senza la consapevolezza del problema reale si creavano ulteriori grossi problemi.

Delle volte bisogna semplicemente accettare ed accogliere quello che c’è con la fiducia che oltre quel momento ci aspettano cose buone. Nel frattempo, però, ti devi attivare, in altre parole: ti devi svegliare.
Bisogna tornare nel qui ed ora. Perché è solo rimanendo ancorati al presente che riusciamo a gestire anche i momenti di difficoltà. Perché, che ci piaccia o no, la vita ci pone anche delle sfide da affrontare e, quando succede, l’unico modo per essere “pronti” è quello di essere stabili, solidi sulle proprie gambe. In altre parole: presenti.

Quindi, che si tratti di affrontare il lunedì, una spesa improvvisa, un nuovo regime alimentare, la perdita di una persona cara o un momento di grande cambiamento della vita, ti propongo un piccolo sistema per tenersi svegli e per togliere il pilota automatico, quella roba lì che ti fa procedere nella vita di tutti i giorni un po’ come se stessi sempre dormendo.
E tu sai di cosa sto parlando.

Il metodo RAID per gestire le emozioni

Noi attraversiamo decine di emozioni durante la giornata, ma, nel corso degli anni, abbiamo imparato a metterle da parte, a ignorarle. Ti consiglio quindi di praticare questo semplice metodo un paio di volte al giorno o tutte le volte che senti che, se vai avanti così, potresti dare in escandescenza.
Il metodo RAID non è un’insetticida per l’anima, ma una pratica semplice che consente di gestire le emozioni, tornare in tempo presente e calmarti velocemente.
Funziona così:

Riconosci ciò che c’è. Sei arrabbiato? Preoccupato? Confuso? Stanco?Qualsiasi cosa sia riconoscila, dalle un nome. Negarla servirà solo a ingigantirla. Prenditi un momento per dare spazio a quello che succede, dargli il rispetto della tua attenzione. È una parte di te che parla, ha bisogno che tu la ascolti.

Accetta l’emozione o i pensieri che hai. Hai realizzato che ti senti in qualche modo specifico? Bene, ora puoi dire a te stesso: , mi sento… arrabbiato, preoccupato, confuso, stanco… quello che è. La parola chiave è “Sì”. Te lo ripeto: la parola chiare è dire di sì, anzichè continuare a dire no.

Indaga con molta gentilezza per capire che cosa sta muovendo quello stato d’animo. È un po’ come se stessi chiedendo a un bambino di sei o sette anni: “cosa c’è che non va, tesoro? Cosa ti fa sentire così? Come posso esserti utile?”
Non devi darti delle risposte, o meglio, non è così importante che tu lo faccia, è importante che tu ti ponga le domande, che dimostri attenzione verso di te. È un gesto che facciamo raramente. Il solo dimostrare interesse verso quel bambino interiore che chiede attenzione, cambia la percezione delle cose.

De identificati, smetti di essere quell’emozione come se fossi posseduto e comincia a osservarla come se fossi uno spettatore che guarda un film. Non sei dentro al film, lo stai guardando da fuori.
È quello che si intende quando si dice “prendere le distanze”.

Non devi cambiare nulla, solo prendere coscienza, accettare, porti delle domande e lasciare che le cose si muovano da sole.
Il Dalai Lama ha detto che le emozioni sono come le nuvole, possono sembrare grosse e minacciose, ma se le osservi bene sono solo vapore.
Il trucco è prendere coscienza, osservare e lasciare andare.
Non rispondermi che “sembra facile”, niente è facile fino a che non inizi a farlo.
Un passo passo per volta, un giorno alla volta, una situazione per volta.
Inizia con ciò che è possibile e, come diceva San Francesco, ti scoprirai a fare l’impossibile.

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